Il Counseling, Nuova Frontiera della Consulenza Aziendale

Il Counseling è una relazione d’aiuto professionale, volta a migliorare la gestione di un qual si voglia stato delle cose, vissuto come insoddisfacente e fonte di malesseri vari.

In ambito aziendale, il Counseling rappresenta un’evoluzione delle tradizionali forme di Consulenza.
Un intervento di Counseling Aziendale è particolarmente indicato per ogni esigenza di:

  • riorganizzazione del personale
  • change management
  • team building
  • gestione dei conflitti
  • gestione della comunicazione
  • passaggio generazionale
  • affermazione, sviluppo e consolidamento della leadership

In linea di massima, chi si occupa di consulenza ha, nei confronti dei propri clienti, un atteggiamento mentale che oscilla mediamente tra un pensiero (becero!) tipo:
“so io cosa ci vuole per te e cosa tu devi fare per risolvere i tuoi problemi”
ed un pensiero (decisamente più evoluto) stile:
“prima, comprendo il tuo stato e le tue esigenze, poi, confeziono, a tua misura, uno specifico piano di sviluppo”.

In uno come nell’altro caso il consulente si propone (ed il più delle volte è visto) come il “Deus ex Machine” della situazione, colui che sa cosa e come fare e ne governa il divenire.

La modalità di rapporto cliente-consulente che maggiormente caratterizza un tale stato delle cose è:
“il cliente si affida al consulente e si mette nelle sue mani”.

Una tale modalità presenta una serie di controindicazioni e di risvolti particolarmente perniciosi (capaci, cioè, di nuocere gravemente!):
1. l’affidarsi non aiuta l’assunzione, da parte del cliente, del senso di responsabilità personale;
2. l’affidarsi rafforza uno stato di dipendenza nei confronti del consulente;
3. l’affidarsi contrasta i processi di crescita e di maturazione personale del cliente;
4. l’affidarsi (ben presto) frustra la legittima e naturale aspirazione del cliente ad essere l’artefice ed il protagonista del proprio successo (di conseguenza il cliente, spesso e senza averne piena consapevolezza, reagisce sviluppando sentimenti e comportamenti variamente antagonistici nei confronti del consulente).

È chiaro che con ciò non si vuole disconoscere l’importanza del rapporto fiduciario cliente-consulente; si vuole considerare il fatto che avere fiducia è cosa alquanto diversa dall’affidarsi.

L’agire in termini di Counseling punta a rendere consapevole il cliente dei propri bisogni e delle proprie possibilità d’azione in grado di soddisfarli, affinché il cliente stesso possa in prima persona decidere cosa fare e come farlo.

Fare consulenza e farla integrandola in una dimensione di Counseling, vuol dire prestare particolare attenzione a come gli aspetti personali del cliente (i suoi modi d’essere e di fare, le sue preoccupazioni e le sue aspirazioni, i suoi sentimenti, le sue emozioni e le sue convinzioni) influiscano nella sua dimensione lavorativa.

La dimensione lavorativa non è più vista solo nei suoi aspetti tecnici organizzativi. È vista come lo scenario in cui il cliente esprime se stesso, uno scenario dal quale non potrà mai scaturire qualcosa di importante senza una soddisfacente autorealizzazione degli individui che vi si muovono.

Il Consulente-Counselor lavora su due piani paralleli:
1. quello dello sviluppo di progetti in grado di coniugare piani d’azione e procedure lavorative con la migliore realizzazione di sé del cliente (e del personale coinvolto);
2. quello dello sviluppo della consapevolezza, di chi tali progetti è chiamato ad eseguire, per superare le personali “convinzioni limitanti” ed i personali “blocchi emotivi”, che ne impediscono la realizzazione e per riconoscere ed utilizzare le risorse e potenzialità sulle quali far leva per meglio agire.

Un tale approccio risulta particolarmente significativo in quei contesti lavorativi centrati sulla gestione di relazioni interpersonali (con clienti, utenti, collaboratori, superiori o sottoposti vari).

La consulenza aziendale, che si arricchisce dell’azione di Counseling, permette al Consulente-Counselor di mettere al servizio dell’azienda, in associazione alle proprie specifiche competenze in materia d’organizzazione aziendale, la capacità di far leva sulle qualità personali di chi deve, poi, realizzare i piani lavorativi progettati.

Il Consulente-Counselor interviene, nei confronti dei propri clienti, sul miglioramento delle loro capacità di leadership, di comunicazione e di gestione intelligente delle emozioni; lavora sullo sviluppo dell’efficacia in materia di relazioni interpersonali (sia tra i componenti della struttura di personale, sia tra questi e la clientela); produce, in generale, un miglioramento del benessere esistenziale dell’intero organigramma aziendale e, con questo, un generale miglioramento dei risultati operativi.

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