Il Counseling

1. Il Bisogno di Counseling

Il Counseling è una relazione d’aiuto professionale alla quale ci rivolgiamo per meglio affrontare un momento difficile della nostra esistenza, in qualunque ambito questo si riveli: dalla vita affettiva a quella lavorativa e sociale.

Cosa succede in una relazione di Counseling?

Succede che facciamo delle scoperte su noi stessi e sui nostri rapporti col “mondo”.

In forza di tali scoperte produciamo un cambiamento sia nel nostro modo di stare al “mondo”, sia in ciò che dal “mondo” stesso diventa possibile, per noi, ottenere.

Il Counseling è un cammino di consapevolezza verso:

  • la scoperta di cosa, come e quanto si muove dentro noi e di come tutto ciò stia in relazione con gli altri e con l’ambiente in cui viviamo;

  • la scoperta degli effetti che tutto ciò produce nella nostra esistenza, fuori e dentro di noi;

  • il riconoscimento di come e quanto gli accadimenti che ci riguardano e gli sviluppi stessi della nostra esistenza, siano da noi stessi influenzati;

  • la scoperta dei cambiamenti che possiamo produrre dentro e fuori di noi.

Il Counselor (il professionista esperto di Counseling) ci guida lungo tale cammino, e può permettersi di farlo, per averlo lui stesso già percorso!

Il Counseling è un percorso di consapevolezza attraverso il quale scoprire le nostre potenzialità/possibilità di realizzazione personale e di benessere.

Compito del Counselor è quello di aiutarci a:

  • riconoscere i nostri bisogni, le nostre aspirazioni, i nostri desideri, le nostre volontà, le nostre paure;

  • vedere ciò che autonomamente non riusciamo a vedere: le nostre possibilità di cambiamento e di miglioramento.

Rivolgendoci al Counseling puntiamo ad ottenere il cambiamento di un qualcosa che ci riguarda e che non ci piace.

Il Counseling è quella via che porta al cambiamento attraverso un processo
di consapevolezza e di scoperte riguardanti
:

  1. gli elementi caratterizzanti lo stato delle cose che vogliamo cambiare

  2. cosa stiamo facendo in tale stato delle cose

  3. come lo stiamo facendo

  4. quali nostri bisogni, quali nostre emozioni e quali nostri atteggiamenti mentali caratterizzano lo stato delle cose che vogliamo cambiare.

L’effettuare tali scoperte produce in noi lo sviluppo di una nuova e diversa consapevolezza circa le nostre responsabilità relative allo stato di crisi e di difficoltà che stiamo affrontando.

Sarà questa nuova e diversa nostra consapevolezza che attiverà quel nostro potenziale di creatività, di saggezza e di forza, che ci permetterà di produrre il cambiamento desiderato.

Questo è quanto avviene in un’esperienza di Counseling di successo!

Il counseling è un percorso formativo, di tipo esperienziale, volto alla realizzazione dei cambiamenti che più desideriamo.

Elemento specifico di una relazione di Counseling è la rivisitazione dello stato delle cose che vogliamo cambiare e dei rapporti (emotivi e di significato) che con queste cose noi stessi intratteniamo.

Il Counselor svolge un funzione di guida, di bussola umana che indica la direzione, ma siamo noi che percorriamo il cammino, che viviamo ed elaboriamo la nostra esperienza di Counseling.

Un’esperienza è tale quando, in forza di un qualsiasi accadimento, riusciamo ad avere coscienza delle nostre emozioni e delle nostre sensazioni e riusciamo ad integrarle in un pensiero coscientemente elaborato, attraverso il quale diamo un senso a quanto accaduto e al rapporto che con questo noi stessi abbiamo vissuto” (Domenico Nigro).

Il Counseling è un’esperienza di formazione che sviluppiamo in forza delle nostre riflessioni su quanto avviene in ogni sessione di Counseling.

Compito del Counselor è far sì che quanto avviene nelle sessioni di Counseling renda possibili le nostre scoperte e, da noi stessi, possa essere trasformato in esperienza.

2. La relazione di Counseling.

Il Counselor non effettua prescrizioni di alcun tipo, non “cura” alcuna malattia (della mente e/o del corpo) e quindi non ha “pazienti”. Ha semplicemente dei clienti ai quali offre il proprio aiuto professionale.

L’orizzonte del Counseling è la consapevolezza.

Il Counselor orienta e sostiene il crescere della nostra consapevolezza riguardo i nostri stati emotivi, i nostri atteggiamenti mentali e comportamentali: ora ci fa una domanda, ora una richiesta di precisazione, ora un invito a sperimentare (attraverso esercitazioni di vario tipo) un determinato comportamento.

Le sessioni di Counseling diventano così un “luogo” dove sperimentare nuove “visioni” sullo stato delle cose che ci riguardano e ci hanno riguardato, un “luogo” dove sperimentare stati emotivi di cui non sospettavamo lontanamente l’esistenza, un “luogo” dove diventare coscienti delle relazioni che questi stati emotivi hanno intrattenuto con i nostri atteggiamenti mentali e comportamentali, un “luogo” dove cominciare ad immaginare il nostro cambiamento.

Il Counseling è una relazione d’aiuto fondata su una filosofia ampiamente ripresa e rilanciata dalla psicologia umanistica (Maslow, May, Rogers, Perls, per citarne i “padri” più importanti), ogni qual volta specifica ciò che maggiormente serve all’uomo per crescere, affrontare e risolvere i propri problemi, progredire e migliorarsi:

  • Soddisfare i propri bisogni

  • Valorizzare le proprie potenzialità

A fondamento della psicologia umanistica risiede la fiducia su quanto le potenzialità dell’uomo possano svilupparsi grazie alla qualità delle sue relazioni.

Ogni relazione di Counseling, di questo fondamento, rappresenta un “case history”.

La “qualità” della relazione di Counseling è data dal suo essere basata sull’ascolto, sull’accoglienza, sull’osservazione, sulla sperimentazione, sul confronto dialogico (gestito per il tramite di forme efficaci di comunicazione), sulle forme e sui contenuti dei feedback.

Accoglienza, ascolto, osservazione, sperimentazione, comunicazione efficace, gestione dei feedbak, confronto dialogico, sono gli “ingredienti” che, ben “miscelati” in ogni sessione di Counseling, producono la nostra crescita, sostengono quel percorso di consapevolezza che ci porterà a maturare i cambiamenti desiderati.

Il Counseling è un percorso di consapevolezza volto ad una migliore comprensione/integrazione delle istanze che i nostri sentimenti, i nostri bisogni, i nostri pensieri muovono nei confronti del nostro “io” (inteso nella raffigurazione Perlsiana di “funzione amministrativa” preposta alla soddisfazione, regolata, delle varie, e spesso contrastanti, istanze del “sé”)

La comprensione/integrazione di tali istanze passa attraverso un loro riconoscimento, che è reso possibile in virtù di un riesame della “programmazione” consolidata dei nostri modi di pensare, e di come questi si associano ed interagiscono con le nostre emozioni e con le nostre sensazioni (insomma, col nostro sentire).

Si tratta di fare esperienza di nuove e diverse, per noi possibili, modalità di connessione/interazione tra la nostra mente e i nostri bisogni/sentimenti.

È sulla base di queste nuove e diverse esperienze che noi sviluppiamo la nostra consapevolezza.

Facciamo esperienza, innanzitutto, dell’accoglienza che il Counselor riserva a noi stessi e a quanto sottoponiamo alla sua attenzione; sotto la sua guida, sperimentiamo gli effetti che tutto ciò produce in noi.

La dimensione dialogica della relazione di Counseling viene, di volta in volta, all’occorrenza e sulla base delle intuizioni del Counselor, arricchita da una varietà di esercitazioni.

Si tratta di “esercizi di consapevolezza”, che variano a seconda dell’indirizzo formativo seguito dal Counselor, volti a farci riconoscere quegli stati emotivi e quegli atteggiamenti, mentali e comportamentali, di cui non siamo consapevoli e che, immancabilmente, ritroviamo alla base delle nostre difficoltà di gestione delle situazioni di crisi che stiamo affrontando.

Tali “esercizi di consapevolezza” possono essere giochi di ruolo, drammatizzazioni, espressioni e/o esercizi corporei effettuati (anche) con strumentazioni di vario tipo (per la scrittura, la pittura, la scultura), training centrati sul pensiero, sull’immaginazione, sul corpo, sul respiro; sono le “sperimentazioni” che caratterizzano le sessioni di Counseling.

Da tali sperimentazioni allo sviluppo di consapevolezza, il passaggio avviene nella relazione Counselor-Cliente, nel loro scambiarsi osservazioni, feed-back, riflessioni e su queste confrontarsi.

A cosa ci si riferisce, qui, nel parlare di “osservazioni” e di “feed-back”?

L’osservare al quale facciamo riferimento è quello del: <<Guardare, passando al settaccio ogni elemento costitutivo di ciò su cui rivolgiamo la nostra attenzione, senza associare ad esso alcun giudizio, alcuna interpretazione, alcuna classificazione; guardare per:

  1. diventare coscienti delle caratteristiche, di forma e di sostanza, di ciò che stiamo guardando

  2. scoprire quali sensazioni, quali emozioni e quali sentimenti affiorano in noi in forza dello sguardo che stiamo agendo.

In questo passare al settaccio, coinvolgiamo tutti i nostri sensi, “guardando” non solo ciò che la nostra vista può vedere, ma ciò che il nostro olfatto può odorare, ciò che il nostro tatto può toccare (al nostro esterno con le terminazioni nervose e al nostro interno con i nostri propriocettori) e “sentire”, ciò che il nostro udito può udire e ciò che il nostro gusto può assaporare.

Obiettivo dell’osservare/guardare è il diventare consapevoli di tutto ciò che caratterizza la nostra osservazione; un’osservazione che attiva il nostro “ascolto” e da questo e rilanciata, un’osservazione che mette in moto il nostro “sentire” e, con esso, la consapevolezza delle nostre sensazioni, delle nostre emozioni, dei nostri sentimenti.

Una tale osservazione si sostituisce all’ordinario modo cui guardiamo (giudicando, interpretando e classificando) alle cose ed è volta alla scoperta di quei nuovi e diversi modi di connettere/integrare pensieri, emozioni e sensazioni; quei nuovi modi in grado di aprirci a nuove visioni dello stato delle cose che ci riguardano e a nuove, possibili, relazioni, con esse.

Le scoperte che un tale modo di “osservare” rende possibili, passano attraverso la valorizzazione di ciò che “sentiamo”, così osservando.

“Sentire”, ascoltando ciò che si osserva, è un’esperienza guidata dal Counselor, che ci chiama, di volta in volta, a “descrivere” ciò che stiamo osservando, ciò di cui diventiamo consapevoli, soprattutto in materia di sensazioni, emozioni e sentimenti, esperiti in associazione al nostro osservare.

Tali descrizioni sono il contenuto principale dei feedback che scambiamo col Counselor durante le nostre sessioni di Counseling.

Feedback intesi come la descrizione di:

  1. ciò che abbiamo osservato, nel modo più neutro possibile, prescindendo, il più possibile, da ogni forma di giudizio,

  2. ciò che abbiamo sentito, esplicitandolo nel modo più coerente possibile, di allineamento dei piani, verbali e non, della nostra comunicazione.

Il confronto dialogico e lo scambio di riflessioni, su tali feedback descrittivi, sono la fucina nella quale prendono forma, per poi emergere, le nostre scoperte, lo sviluppo della nostra consapevolezza.

3. Il Counseling.

Il Counseling è una prestazione professionale che aiuta, chi ne usufruisce, a scoprire quanto di meglio fare per affrontare i propri momenti di difficoltà e per migliorare le proprie condizioni di vita.

Il Counseling è uno “stare e comunicare” con gli altri, centrato sull’ascolto, sul rispetto e sull’accoglienza.

Il Counseling è un modo di “stare e comunicare” che sostiene l’ascolto, il rispetto l’accoglienza e, con ciò, la possibilità di trovare/ritrovare quanto di meglio fare per affrontare i nostri problemi quotidiani, ciò che ci serve per migliorare le nostre condizioni di vita.

Insomma, il Counseling è innanzitutto una professione basata sull’ascolto e sulla gestione di tutto ciò che di buono il saper ascoltare può offrirci.

La capacità di stare in ascolto e di gestire in positivo ciò che si ascolta è la principale abilità professionale dei Counselor: i professionisti del Counseling.

Abbiamo bisogno di ascolto, di rispetto, di accoglienza in tanti momenti della nostra vita.

Ogni volta che abbiamo a che fare col prossimo, soprattutto quando siamo in difficoltà.

Ascolto, rispetto, accoglienza sono le “abilità” fondamentali che ogni Counselor, degno di questo nome, mette in atto nelle proprie relazioni professionali.

Non sono sue “abilità” esclusive, ma è sempre più difficile trovarle in altri contesti sociali.

Il Counseling riempie uno spazio sempre più vuoto nella nostra esistenza e a questo si deve la sua importanza e la sua affermazione.

Il Counseling ci aiuta a ritrovare noi stessi e ci sostiene nel miglioramento della nostra vita.

Col Counseling impariamo ad ascoltare, a rispettare, ad accogliere, noi stessi e gli altri, arricchendo per questa via la nostra vita e quella di chi, per una ragione o per l’altra, ha a che fare con noi.

Il Counseling è una vera e propria esperienza di formazione, in grado di farci stare meglio e di dotarci di quelle abilità utili per fare star meglio, e quindi agire meglio, le persone con cui interagiamo.

Vivere un’esperienza di Counseling è un sicuro (e forse indispensabile) supporto formativo per tutti quegli operatori professionali che vivono come “pane quotidiano” le relazioni interpersonali, col pubblico, con collaboratori e/o interlocutori di ogni genere e grado.

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