Esperimenti di Genitorialità: Ho visto mamme come donne e bambine mettersi in gioco con semplicità.

Agli “Esperimenti di Genitorialità” ho visto mamme come donne e bambine mettersi in gioco con semplicità.

Gli “Esperimenti di Genitorialità” sono una magnifica occasione di incontro e di “lavoro” su noi stessi, che Lo Specchio Magico propone a tutti i genitori che vogliono migliorare il proprio essere e fare i genitori.

“Ho visto mamme come donne e bambine mettersi in gioco con semplicità, ironia e interesse…” è quanto ci scrive Simona, dopo aver partecipato al nostro primo incontro di “Esperimenti di Genitorialità”.

Ancora, Simona aggiunge che:

“uno dei  miei interessi è che questi esperimenti possano continuare ancora viste le belle energie messe in campo che hanno lasciato molte strade ancora da percorrere e altre ancora da approfondire”.

Gli “Esperimenti di Genitorialità” che proponiamo sono un laboratorio di formazione per il miglioramento del nostro essere genitori oggi, tra tutte le difficoltà che la nostra quotidianità ci riserva.

Con gli “Esperimenti di Genitorialità”, vi offriamo una possibilità di ascolto e di rielaborazione di ogni problematica relativa al vostro essere genitori.

Il nostro approccio è di tipo esperienziale-gestaltico.

Ciascun partecipante si rende protagonista del proprio miglioramento, aiutato in questo da tutto il gruppo di lavoro.

Ogni partecipazione agli “Esperimenti di Genitorialità”è un momento di condivisione e di aiuto dato e ricevuto sulle mille problematiche inerenti la relazione con i nostri figli.

Come ci scrive Angelo, un papà che agli “Esperimenti di Genitorialità” ha già partecipato:

–          Ciao a tutti,
questo degli “Esperimenti di Genitorialità” è stato proprio un bell’incontro con mamme curiose ed un po’ preoccupate e, ahimè, pochi papà, come spesso accade.
Ci siamo conosciuti e confrontati dando il via ad un percorso di crescita comune che si svilupperà a breve confidando anche nella partecipazione di altri genitori.
Nel frattempo abbiamo iniziato a prendere confidenza con l’idea che non esiste un’educazione per tutti e che l’educazione che realizziamo è innanzi tutto frutto di una nostra visione della medesima. Quindi il successo o l’insuccesso dei nostri atti educativi dipende anche da noi o meglio anche dai possibili “limiti” della nostra visione dell’educazione.
E quando insorge un problema? Il problema corrisponde a una situazione che non riusciamo a collocare all’interno dei nostri schemi precostituiti. Occorre avere a disposizione una buona disponibilità al confronto e al cambiamento riguardo ciò che pensiamo della situazione problematica che stiamo affrontando.
Per esempio a proposito del classico “mio figlio non vuole mollare il ciuccio” ci siamo calati, nonostante le forti resistenze, nel ruolo dei nostri figli e abbiamo sperimentato cosa si prova a succhiarsi il pollice della mano (in sostituzione del ciuccio che non avevamo in dotazione) e tra tante emozioni e sentimenti diversi riportati da ognuno di noi ci siamo trovati tutti concordi nel riconoscere a quest’azione il potere di consolare, di calmare, di rilassare e quietare i pensieri.
Siamo ripartiti allora dal significato e dal valore che ognuno di noi riconosce a queste nuove istanze e tornando alle nostre emozioni ci siamo domandati “come mi fa sentire il pensare che mio figlio ha bisogno di essere consolato?
E di nuovo in una continua spola tra emozioni, sentimenti e tanto altro ancora .
Grazie a Simona, per aver ideato l’incontro e grazie a Domenico e Paolo counselor d’eccellenza e grazie a tutti i genitori intervenuti per il loro prezioso contributo.
Angelo papà di Diego

Allora!? Cosa aspetti a contattarci per ricevere le necessarie informazioni per partecipare?

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